Alla nostra proposta di 5mln sui patti educativi ci è stato risposto che non c’erano particolari esigenze
A dirlo è la consigliera regionale del Pd, Chiara Da Giau, commentando le dichiarazioni dell’assessora Rosolen sui patti educativi di comunità, rese in risposta alle richieste avanzate dai genitori della scuola.
«Il nostro confronto con il mondo della scuola ci aveva reso consapevoli fin dai primi momenti dell'emergenza Covid della necessità di attivare percorsi come quelli che finalmente oggi l’assessora Rosolen indica come strumenti utili. C’erano proposte in questo senso già nel documento di lavoro presentato ad aprile. Il nostro emendamento presentato in assestamento e bocciato dalla maggioranza voleva ulteriormente sostenere la creazione di quelle alleanze educative, civili e sociali promosse dal piano scuole 2020-21. Un vero modello innovativo di scuola e un vero e sostanziale aiuto alle famiglie e alle scuole, immaginando la messa a disposizione di strutture e spazi, la realizzazione di attività per l'arricchimento dell'offerta formativa, l'integrazione del tempo scuola con attività di sostegno educativo con particolare attenzione ai soggetti con disabilità e bisogni educativi speciali, servizi di pre o post scuola, assistenza allo studio oltre che attività collaterali, ma fondamentali, che attorniano il mondo studentesco come lo sport e la cultura. Tutte cose che avevano già radici nei progetti speciali per l’ampliamento dell’offerta formativa che l’assessora Rosolen ha risolutamente cancellato dalla legge 13. Collaborazioni con il territorio che ben colgono l’importanza di mettere a disposizione dei nostri ragazzi un’intera comunità educante in grado di sostenere la scuola sempre e soprattutto nei momenti di maggiori difficoltà».
«Fra poco riapriranno le scuole – conclude Da Giau – e chiaramente ci si sta concentrando sulla creazione delle condizioni perché l'attività scolastica sia fatta in presenza. Non possiamo tuttavia far finta di non sapere che ulteriori chiusure o altre parcellizzazioni dei numeri nelle classi, se la situazione Covid peggiorasse, restano ipotesi probabili e se ciò dovesse accadere è necessario essere pronti tempestivamente con servizi scolastici e alle famiglie adeguati, anche ripensando la didattica a distanza senza scaricare tutto il peso sulle spalle degli insegnanti. Anche in questa situazione riteniamo i patti di comunità uno strumento utile. Bene il fatto che ci siano i fondi del decreto Rilancio o quelli permanenti del Fondo sociale europeo, ma il compito di una buona amministrazione è muoversi su un piano strategico preventivamente. Ci aspettiamo quindi uno stimolo ed un ulteriore sostegno fin da subito da parte della Regione perché questi patti vengano stipulati e non si faccia passare troppo tempo prima che la situazione si faccia nuovamente critica».







